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Architettura razionalista a Como: itinerario di visita tra i capolavori del Novecento

Il razionalismo a Como: un patrimonio unico in Italia

Como è, a tutti gli effetti, la capitale italiana del razionalismo architettonico. Nessun'altra città del paese concentra in uno spazio così ridotto una densità simile di edifici appartenenti a questa corrente, realizzati tra gli anni Venti e Trenta del Novecento da architetti che avrebbero segnato la storia dell'architettura europea.

Il contesto non è casuale. Como era allora una città industriale dinamica, con una borghesia colta e committenti disposti a sperimentare. In questo clima nacquero opere che ancora oggi stupiscono per la loro coerenza formale e la loro modernità visiva. Per chi si occupa di mostre d'architettura o semplicemente vuole capire come si costruisce il Novecento in mattoni e calcestruzzo, visitare Como è un'esperienza difficile da replicare altrove.

L'itinerario che proponiamo è percorribile quasi interamente a piedi nel centro città, con tappe che si concentrano in un raggio di meno di due chilometri. Non serve una guida specialistica per apprezzarlo, ma qualche informazione di contesto trasforma la passeggiata in una lezione di storia dell'architettura del Novecento.

Giuseppe Terragni e il Gruppo 7: i protagonisti del movimento

Giuseppe Terragni è il nome attorno a cui ruota l'intera vicenda del razionalismo comasco. Nato a Meda nel 1904 e morto prematuramente nel 1943, Terragni ha lasciato a Como un corpus di opere che costituisce ancora oggi uno dei contributi più originali all'architettura moderna italiana.

Ma Terragni non agì da solo. Nel 1926 fu tra i fondatori del Gruppo 7, un collettivo di giovani architetti milanesi — tra cui Luigi Figini, Gino Pollini, Guido Frette, Sebastiano Larco, Carlo Enrico Rava e Adalberto Libera — che pubblicò un manifesto teorico in quattro parti sulla rivista Rassegna Italiana. Il Gruppo 7 sosteneva la necessità di un'architettura razionale, fondata sulla logica costruttiva e sul rifiuto dell'ornamento, ma senza rinnegare la tradizione classica italiana. Una posizione sottile, che distingueva il razionalismo italiano dal purismo funzionalista tedesco.

Questa tensione tra rigore e sensibilità mediterranea è visibile in ogni edificio che incontrerete a Como. Non è la fredda geometria di una fabbrica: è qualcosa di più ambizioso, che cerca di fare della costruzione una forma di pensiero visibile.

Casa del Fascio (Palazzo Terragni): il manifesto costruito

La Casa del Fascio, oggi nota come Palazzo Terragni e sede della Guardia di Finanza, è l'opera più celebre dell'itinerario e uno degli edifici più studiati dell'architettura del Novecento a livello mondiale. Completata nel 1936, si trova in piazza del Popolo, di fronte al Duomo.

L'edificio è un cubo quasi perfetto — la metà esatta in altezza rispetto alla larghezza della pianta — con una facciata in marmo bianco scandita da un reticolo di telai in cemento armato. Terragni concepì la trasparenza come principio politico oltre che estetico: il vetro, i porticati aperti, la visibilità degli interni dovevano simboleggiare l'accessibilità del potere fascista. Un'ironia della storia, certo, ma che non diminuisce la potenza formale dell'insieme.

Internamente, l'edificio ospita un atrio a doppia altezza e una serie di uffici disposti attorno a un cortile coperto da una grande vetrata. I dettagli costruttivi — i serramenti originali, i pavimenti, gli arredi progettati dallo stesso Terragni — sono stati in parte conservati e restaurati.

L'accesso all'interno è limitato dalla destinazione d'uso militare, ma l'esterno è pienamente visibile e fotografabile. Vale la pena sostare almeno venti minuti per osservare come la luce cambia sulla facciata nelle diverse ore del giorno.

Novocomum e Asilo Sant'Elia: altre tappe fondamentali

Due edifici completano il nucleo essenziale dell'itinerario razionalista comasco e non andrebbero mai saltati.

Novocomum: il razionalismo entra nella residenza

Il Novocomum, costruito da Terragni tra il 1927 e il 1929, è un edificio residenziale che si trova in viale Rosselli, a breve distanza dal centro. Fu il primo lavoro pubblicamente visibile del giovane architetto e suscitò immediate polemiche: il podestà dell'epoca arrivò a definirlo un "transatlantico", intendendo l'insulto come critica alla sua stranezza formale.

Oggi quella stranezza appare come una straordinaria intuizione. Gli angoli arrotondati, i balconi aggettanti, le finestre a nastro e i cilindri vetrati agli spigoli creano un gioco plastico che anticipa soluzioni poi diventate canoniche nel modernismo europeo. È un edificio che si capisce meglio girando attorno che guardandolo da un punto fisso.

Asilo Sant'Elia: architettura per l'infanzia

L'Asilo Sant'Elia, realizzato da Terragni nel 1937, porta il nome del grande futurista comasco Antonio Sant'Elia, morto nella Prima Guerra Mondiale. Si trova in via Alciato e rappresenta forse l'opera più serena e luminosa dell'architetto.

Progettato come scuola materna, l'edificio è organizzato attorno a spazi aperti e giardini, con aule illuminate da grandi superfici vetrate e un rapporto strettissimo tra interno ed esterno. La scala è a misura di bambino, ma l'architettura non è mai infantilizzata: è semplicemente attenta all'esperienza corporea di chi la abita. Ancora oggi l'edificio è in uso come scuola dell'infanzia, il che rende la visita esterna particolarmente significativa.

L'itinerario a piedi: come organizzare la visita

Il percorso razionalista di Como è percorribile in circa tre ore, incluse le soste per l'osservazione degli edifici. La sequenza logica parte dalla stazione ferroviaria di Como San Giovanni e procede verso il centro.

  • Prima tappa — Novocomum: a pochi minuti a piedi dalla stazione, in viale Rosselli. Iniziare qui permette di entrare nel ritmo dell'itinerario con un edificio che sorprende subito.
  • Seconda tappa — Asilo Sant'Elia: raggiungibile a piedi in circa dieci minuti verso il centro storico. Meglio visitarlo la mattina, quando la luce illumina le facciate in modo ottimale.
  • Terza tappa — Casa del Fascio (Palazzo Terragni): cuore dell'itinerario, in piazza del Popolo. Qui conviene dedicare più tempo, anche per osservare il rapporto con il Duomo gotico di fronte.

Le distanze sono brevi: tra il Novocomum e la Casa del Fascio ci sono meno di un chilometro e mezzo. Chi vuole approfondire può aggiungere una visita alla Casa Giuliani-Frigerio (1939-1940), sempre di Terragni, in viale Rosselli, o alla Casa Cattaneo di Pietro Lingeri.

Un consiglio pratico: evitare i mesi di luglio e agosto se possibile. La città è più affollata di turisti generici e le temperature rendono la passeggiata meno piacevole. Aprile, maggio, settembre e ottobre offrono condizioni ideali.

Mostre e approfondimenti: dove continuare l'esperienza culturale

L'itinerario sul campo si arricchisce notevolmente se abbinato a un'esperienza espositiva. Chi visita Como con interesse per le mostre d'architettura ha diverse opzioni nelle vicinanze.

A Lugano, a meno di trenta minuti di treno, il MASI Lugano (Museo d'Arte della Svizzera Italiana) ospita regolarmente mostre dedicate all'architettura moderna e al design del Novecento, con attenzione particolare all'area lombarda e ticinese. Il legame culturale tra Como e il Canton Ticino è storico, e molti architetti razionalisti operarono su entrambi i versanti del confine.

Sempre nell'area comasca, la Fondazione Ratti — attiva nel campo del tessile e del design — organizza eventi e pubblicazioni che toccano spesso il tema del razionalismo italiano e del suo rapporto con le arti applicate. Non è uno spazio espositivo dedicato all'architettura in senso stretto, ma il suo archivio è una risorsa per chi vuole approfondire il contesto culturale degli anni Trenta.

Per chi preferisce restare in città, il Museo Civico di Como conserva materiali storici sulla città e può offrire un contesto utile. A livello bibliografico, il volume di Kenneth Frampton su Storia dell'architettura moderna dedica pagine significative a Terragni e al razionalismo italiano: una lettura consigliata prima o dopo la visita.

Consigli pratici per la visita a Como

Como è raggiungibile facilmente da Milano in treno: la linea suburbana S11 collega Milano Cadorna a Como Lago in circa un'ora, mentre i treni regionali da Milano Centrale arrivano a Como San Giovanni in 35-40 minuti. Per l'itinerario architettonico, la stazione di Como San Giovanni è il punto di partenza più comodo.

La maggior parte degli edifici razionalisti è visibile dall'esterno senza bisogno di prenotazione. Per eventuali accessi interni o visite guidate specialistiche, è consigliabile contattare in anticipo le associazioni culturali locali o verificare il calendario del FAI — Fondo Ambiente Italiano, che organizza periodicamente aperture straordinarie di edifici normalmente chiusi al pubblico, incluso Palazzo Terragni.

Chi vuole prepararsi prima della visita può consultare le risorse disponibili sul sito dell'Archivio Terragni o esplorare la documentazione fotografica disponibile negli archivi digitali del MAXXI di Roma, che conserva materiali sul razionalismo italiano.

  • Stagione consigliata: primavera (aprile-maggio) o inizio autunno (settembre-ottobre)
  • Durata media: mezza giornata per le tappe principali, una giornata intera per un approfondimento completo
  • Equipaggiamento: scarpe comode, macchina fotografica, eventualmente una mappa cartacea del centro storico
  • Risorse utili: la monografia di Bruno Zevi su Terragni e il catalogo della mostra Giuseppe Terragni: Opera Completa a cura di Giorgio Ciucci

FAQ: domande frequenti sull'itinerario razionalista di Como

È possibile visitare l'interno di Casa del Fascio (Palazzo Terragni)?

L'accesso ordinario all'interno non è consentito perché l'edificio è sede operativa della Guardia di Finanza. Tuttavia, in occasione di eventi speciali come le Giornate FAI di Primavera o aperture straordinarie, l'interno viene reso visitabile. Vale la pena monitorare il calendario FAI con qualche settimana di anticipo.

Quanto tempo serve per completare l'itinerario razionalista a Como?

Per le tre tappe principali — Novocomum, Asilo Sant'Elia e Palazzo Terragni — bastano circa tre ore camminando con calma e sostando per l'osservazione. Chi vuole includere edifici minori o visitare un museo può pianificare una giornata intera.

Esistono visite guidate dedicate all'architettura razionalista di Como?

Sì, alcune guide turistiche locali specializzate in architettura offrono tour tematici su prenotazione. Associazioni culturali come il locale ordine degli architetti organizzano occasionalmente passeggiate guidate, soprattutto in primavera. È consigliabile cercare sul sito del Comune di Como o contattare l'IAT locale per informazioni aggiornate.

Ci sono mostre permanenti sull'architettura razionalista in città?

Como non dispone attualmente di un museo permanente dedicato esclusivamente al razionalismo. Tuttavia, il Museo Civico conserva materiali storici sulla città e alcune gallerie private organizzano esposizioni tematiche. Per mostre sistematiche sul razionalismo italiano, il MAXXI di Roma e il MASI di Lugano offrono le risorse più complete.

Il razionalismo comasco è riconosciuto come patrimonio UNESCO?

Al momento della redazione di questo articolo, gli edifici razionalisti di Como non sono inclusi nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO. Tuttavia, la Casa del Fascio è stata oggetto di discussioni accademiche e istituzionali riguardo a un possibile riconoscimento internazionale, e figura in numerosi elenchi di architetture del Novecento di rilevanza globale stilati da organismi come Docomomo International, l'organizzazione dedicata alla documentazione e conservazione dell'architettura moderna.

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